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Kids Survival Camp: dove i bambini crescono divertendosi

Kids Survival Camp – L’ultimo fine settimana di giugno, appena rientrato dalla missione in Africa, ho realizzato uno dei progetti più belli dell’anno: il Camp in montagna con i bimbi. 3 giorni e 2 notti di krav maga con un corso di sopravvivenza per bimbi da 8 a 14 anni: uno spettacolo!

 

Venti bambini, due istruttori e due allievi che hanno fatto da assistenti, tutti al lavoro in una casa diroccata in mezzo al bosco, questo è il Kids Survival Camp.

L’idea era nata lo scorso anno quando avevamo organizzato con un piccolo gruppo di ragazzini una serata nel bosco con un po’ di orientamento, alcuni giochi per lasciare tracce e ritrovare un amico disperso e infine accensione del fuoco con gli acciarini per potersi cucinare qualcosa. Era piaciuto tantissimo e tutti ci avevano chiesto di rifarlo più completo.

 

Una promessa è una promessa, soprattutto se fatta a dei bimbi

Cosi a maggio abbiamo cominciato a lavorare sull’evento.
I bambini (e i loro genitori) che frequentano i nostri corsi sono stati entusiasti all’idea e l’adesione è stata enorme. Eravamo partiti con un massimo di 15 posti,che sono stati letteralmente “bruciati” in meno di una settimana. Così, assoldando un paio di aiutanti, abbiamo potuto portare a 20 i posti il Kids Survival Camp.

Dunque un venerdì mattino di fine giugno 20 aspiranti survivor tra gli 8 e i 14 anni, dotati di zaino e sacco a pelo ci sono stati affidati dai genitori davanti alla palestra.
Le regole per mamma e papà erano chiare: nessun telefono, ipad, ecc… e nessun contatto fino alla domenica pomeriggio.
In compenso abbiamo creato un gruppo Whatsapp per i genitori dove in tempo reale postavamo foto dei ragazzini in azione. È stato un grande successo!

Appena arrivati alla base, i ragazzi hanno preso possesso della loro grande camerata: 20 tappetini e sacchi a pelo a terra.

 

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Nel pomeriggio hanno esplorato l’area e preso confidenza con la mappa e l’orientamento.
Hanno costruito rifugi con frasche e rami e poi, rientrati alla base, hanno affrontato una sfida non da poco: accendere il fuoco con paglia e foglie secche e un piccolo acciarino inserito nel braccialetto di sopravvivenza che hanno ricevuto in omaggio.
Divisi in due gruppi hanno faticato non poco ma alla fine avevamo due bei fuochi per cucinare la cena.

La notte un forte temporale con tuoni e fulmini da film dell’orrore non ha impedito ai ragazzi di dormire beatamente fino all’alba, nonostante fossero in 20 ammassati su un pavimento di cemento.

 

I genitori non credevano alle foto: i loro bimbetti abituati a ogni comfort, che a casa non mangiano questo e quello, in poche ore stavano felicemente vivendo da piccoli Rambo!

 

Il secondo giorno la mattina pioveva a dirotto. Quindi, dopo la spartana colazione con il sacchetto viveri individuale ricevuto alla partenza del camp (e che doveva durare 3 giorni!), con l’ausilio delle armi Nerf, sono stati impegnati in un’esercitazione all’interno della casa in cui a coppie dovevano attraversare l’edificio, identificare e neutralizzare i terroristi e liberare l’ostaggio.

Sono diventati matti con questo gioco, e sono state bravissime le uniche due femmine che hanno tenuto testa a tutti i ragazzi.

Nel pomeriggio, dopo una lezione dedicata al pronto soccorso, nel corso della quale hanno imparato e sperimentato come curare una ferita, steccare un braccio ecc…, hanno fatto lezioni di krav maga, affrontato percorsi di abilità come camminare su una corda tesa e tanto altro fino a sera.

 

 

 

I due team si sono battuti, prova dopo prova, tenendosi testa a vicenda.
Sono stati tutti talmente bravi da meritarsi un rifornimento extra di pezzi di carne e salsiccia da infilzare su stecchi e cuocere sul fuoco (ovviamente acceso con gli acciarini, cosa che ormai avevano imparato a fare facilmente e in poco tempo).

Domenica mattina, raggiunta la vetta della collina dove avevano realizzato i rifugi, hanno costruito una robusta barella di emergenza e, dandosi i turni, hanno portato fino alla base una ragazza che simulava di essere ferita.
Niente male per un gruppetto di ragazzini da 8 a 14 anni!

La giornata è finita con una epica battaglia di Nerf, in cui a squadre hanno coperto diversi scenari di combattimento con tanto di sbalzi, appigli tattici e scorta di un vip.

Carichi e allo stesso tempo molto disciplinati, dopo una meritata pasta al pomodoro, hanno ripulito tutta l’area e preparato gli zaini.

I genitori, dopo aver seguito tramite foto e minivideo tutto il loro addestramento, li hanno ritrovati felici, stanchi e un po’ puzzolenti 🙂 a metà pomeriggio davanti alla palestra.

Il nostro vanto è che tutti hanno partecipato attivamente a tutte le fasi e nessuno ha cercato i genitori.

Al rientro molti ci hanno chiesto di rifare il Kids Survival Camp il prossimo anno. E possibilmente di farlo durare una settimana: un bel feedback come prima esperienza, e un impegno certo per noi perché una promessa è una promessa”, soprattutto se fatta a dei bimbi.